INNOVATORE

Pier Giorgio Perotto


"Tra la fine del '62 e gli inizi del '64 venne a prendere forma nella mia mente non tanto una soluzione, quanto un sogno; il sogno di una macchina […] amichevole alla quale delegare quelle operazioni che l'uomo fa male o che sono fonte di fatica mentale e di errori (1), come l'introduzione e l'estrazione dei dati e la ripetizione di procedure di calcolo. Sognavo una macchina che sapesse imparare e poi eseguire docilmente, che consentisse di immagazzinare istruzioni e dati, ma nella quale le istruzioni fossero semplici ed intuitive, il cui uso fosse alla portata di tutti e non solo di pochi specialisti. Perché questo fosse realizzabile, essa doveva sopratutto costare poco e non essere di dimensioni diverse dagli altri prodotti per l'ufficio, ai quali la gente si era da tempo abituata.
Disgraziatamente una simile macchina non esisteva e le tecnologie non sembravano offrire soluzioni praticabili.
[…] Mi consultai coi più diretti collaboratori, l'ingegner Giovanni De Sandre e il perito Gastone Garziera, entrambi da poco in Olivetti ma subito rivelatisi bravissimi e sopratutto non tipi da spaventarsi di fronte alle difficoltà, e assumemmo la decisione di continuare sì le esplorazioni e gli studi di fattibilità, ma di puntare ad ogni costo al progetto finalizzato di un prodotto rivoluzionario. Solo mettendo sul tavolo un prodotto di quel tipo si sarebbe potuto convincere la direzione dell'azienda della sua fattibilità. Ogni altra considerazione sarebbe stata inutile.
[…] Un certo giorno del novembre del 1964, caricai sull'automobile il gruppo elettronico ormai completato, grande poco più di una scatola da scarpe, che era stato realizzato a Pregnana, per portarlo ad Ivrea dove avevamo previsto di assemblare le varie parti della macchina […] alla quale, in attesa di un battesimo ufficiale, era stato posto il nome di "Perottina".
[…] I bravi meccanici di Ivrea prepararono una carrozzeria di lamiera, con la quale rivestimmo gli organi interni della Perottina e la verniciammo di un bel colore blu.
Il primo personal computer della storia del calcolo era nato."

Pier Giorgio Perotto

(1)

Pascal (1623-1662) : "… far lavorare la macchina al posto dell'uomo e farle fare tutte le operazioni senza bisogno del ragionamento e perdita di tempo da parte dell'uomo …"

Leibniz (1646-1716): "E' indegno degli uomini di ingegno perdere ore ad un lavoro da schiavi come il calcolo, che potrebbe essere fatto fare a chiunque con l'aiuto di una macchina."


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